"Allegoria della Fede"
cm. 105 x 65
Stucco su tela dipinto a tempera policroma
Lucca, Matteo Civitali, 1480 circa

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Paolo Cesari
Consulente Tecnico Antiquariale

 

Divisioni ereditarie

      
       Dopo anni di esperienze maturate nell’ambito di questa particolare evenienza in materia d’arte e antiquariato, con incarichi espletati in nome e per conto di tribunali italiani o di successioni a titolo privato, lo scrivente è a esprimere i seguenti convincimenti.

Nel merito.

Se la parte committente (due o più eredi aventi titolo di legittima) è nella necessità di ripartire beni aventi interesse antiquariale, in equa e giusta divisione, trattandosi di beni di difficile interpretazione se da commisurarsi in valori di corrispondenza equi e veritieri, si è nella necessità di individuare la somma di ripartizione assumendo a criterio di stima il valore medio reale. Tale modus agendi - ampiamente sperimentato in divisioni ereditarie - consente di ridurre al minimo gli inevitabili margini di errore valutativo che aumentano invece progressivamente se la divisione avviene rapportando i beni a valutazioni minime o massime. Si tenga inoltre presente che la forcella d’errore in caso di stima a valore medio reale diminuisce sensibilmente se il ricalcolo avviene su numerosi oggetti (e in particolare se parametrate su beni di differente tipologia) evenienza questa che solitamente trova puntuale riscontro nel caso di specie.

Relativamente ai manufatti di cui si prefigura l’eventuale cessione a terzi, la spartizione dei proventi di ricavo, ipotizzati in cessione a stima media o minima, non pone problemi d’interpretazione; a vendita effettuata verranno divisi i proventi in parti uguali.

In caso di spartizione di beni non bilanciata, i beni da porsi in vendita saranno da intendersi a disposizione della parte da compensare, nell’ovvia considerazione che detti beni dovranno essere ceduti alla stima media reale. In caso diverso, i beni intesi in cessione a terzi andranno venduti versando l’intero ammontare dei medesimi alla parte da compensare, fino a raggiungere l’importo stabilito e pattuito. I beni eccedenti andranno invece venduti dividendo equamente il ricavato, indipendentemente dalla stima minima o media.

Si tenga inoltre presente che a tutela delle parti in divisione, è necessario verificare se nella pletora dei beni in giudicato vi siano manufatti ascrivibili entro categorie particolari, ovvero:

che non sussistono beni gravati da notifica per interesse archeologico, storico o artistico, ai sensi delle Leggi n.° 1089/1939 e succ. mod. e che gli stessi siano conformi alle disposizioni della Legge  n.° 1062/1971 e succ. mod. se provenienti dal mercato antiquario e adempienti alle disposizioni del T.U. delle leggi di P.S. e in osservanza alla normativa prevista dagli artt. 1153, 1154, 1337, 1476 e segg. Titolo III, sez. I del Codice Civile, fermo restando le problematiche inerenti beni provenienti da acquisizioni illecite (1).

         (1). In divisioni di rilevante interesse economico e/o storico-artistico è sempre consigliabile l’attivazione del parere di uno o più esperti, anche intesa a formalizzare una liberatoria scritta relativamente alle problematiche di cui sopra, a ulteriore tutela delle parti in successione ereditaria.
        
       Relativamente alle tre valutazioni doverosamente da indicarsi per ogni bene in divisione si precisa che:

Le quotazioni a valori minimi suggeriscono la valutazione sotto la quale non bisognerebbe mai andare in caso di vendita a terzi.

Le quotazioni a valori medi suggeriscono la valutazione ragionevolmente più indicata ed equa nel caso di beni da spartirsi tra privati.

Indicativamente, le quotazioni a valori massimi corrispondono al valore che un bene simile o analogo a quello esaminato esiterebbe se ceduto da un antiquario a un privato, in ultimo prezzo pattuito.

Vi è inoltre la possibilità che un singolo bene in oggetto di divisione risulti di prioritario e inderogabile interesse per due o più parti aventi diritto, aprendo un contenzioso di soluzione incerta. In questo caso, l’esperienza insegna che l’estrazione a sorte risulta di ambigua e insoddisfacente percorrenza. Lo scrivente è del convincimento che, in particolare se in presenza di altri eredi a loro volta non interessati all’oggetto del contendere, la soluzione di maggior soddisfazione sia creare un’asta interna, dove il manufatto viene aggiudicato al miglior offerente. Il ricavato totale deve essere poi ripartito in parti uguali.

 

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